Parrocchia S.Giuliano -Albino (BG) 

 Corso biblico per catechisti e laici 

  Tema: I Salmi poesie e preghiere

Fino al Concilio tutti i cristiani conoscevano almeno due Salmi: il Miserere e il De profundis. I più li biascicavano – in latino naturalmente – convinti che queste arcane formule potessero in qualche modo giovare ai defunti. In alcune parrocchie si cantavano i vespri la domenica: cinque Salmi – sempre in latino e sempre gli stessi. Tutto qui l'uso del libro dell'Antico Testamento più amato dagli Ebrei e dai cristiani!

Poi è venuta la riforma liturgica e ora sono ottanta i Salmi che sono ripresi nelle celebrazioni. Essi sono la voce della sposa, la Chiesa, che parla allo sposo – dice il documento conciliare Sacrosanctum Concilium (SC 84).

Come mai si è sentito il bisogno di dare uno spazio tanto ampio ai Salmi? Non si tratta di una scoperta dei nostri giorni, ma di un ritorno alle origini.

Il primo punto di riferimento è la persona stessa di Gesù che – come la maggior parte dei pii israeliti – conosceva quasi certamente a memoria tutti i 150 Salmi.

Un poeta giudeo, A.Chouraqui, afferma: Noi nasciamo con questo libro nelle viscere. Tutta la spiritualità del suo popolo, infatti, è contenuta nei Salmi che erano il testo base per la preghiera personale e familiare e costituivano il libro dei canti eseguiti nel tempio e nelle sinagoghe.

Non desta quindi meraviglia il fatto che, nei Vangeli, si trovino sulla bocca di Gesù più di venti citazioni esplicite dei Salmi. Le ultime sue parole sulla croce – Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? – sono quelle del Salmo 22 (Mc 15,34).

Anche gli apostoli erano ebrei e la prova che amavano i Salmi è il fatto che, delle trecento citazioni dell'AT che vengono fatte nei libri del NT, nientemeno che 1/3, quindi, circa un centinaio, sono prese dai Salmi.

I primi cristiani hanno continuato a pregare con questi testi che per secoli sono stati considerati: la preghiera della Chiesa.

Ne sono testimoni:

S. Gerolamo: Dovunque ti rivolga: il contadino all'aratro canta l'alleluia; il mietitore alleggerisce la sua fatica con i Salmi; il vignaiolo mentre pota con la sua roncola canta qualcosa di David (i Salmi – attribuiti a Davide).

S. Giovanni Crisostomo: Molti che appena conoscono i primi rudimenti delle lettere sanno il Salterio a memoria.

Sant'Atanasio: Il libro dei Salmi porta in se stesso tutto quello che c'è nei libri della Scrittura.

I Salmi sono nati in un'epoca molto diversa dalla nostra. Impiegano a volte immagini arcaiche, estranee alla nostra cultura e alla nostra mentalità e – se non vengono spiegate – possono risultare incomprensibili.

Anche la società in cui sono nati i Salmi non è la nostra. Si tratta di una società di contadini e pastori che vivono in contatto con la terra e con la natura. Contemplano il cielo, osservano i campi, gli alberi, gli animali, studiano i ritmi delle stagioni, delle piogge, il mutare dei venti. È una società in cui tutto si svolge in modo più calmo e sereno: la gente si ferma, dialoga, non ha problemi ad accogliere ospiti. Di fronte alla necessità ci si stringe e si condivide ciò che si ha. I vecchi non finiscono negli ospizi, ma devono ogni giorno dipendere dall’attenzione dei figli. Le vedove e gli orfani rimangono spesso in balìa di gente senza scrupoli. Non ci sono avvocati: le cause si risolvono alla porta della città ove, più che le buone ragioni, contano i bicipiti robusti (Sal 127,5).

I Salmi riflettono questo mondo. Parlano di cacciatori che tendono trappole (Sal 7,16; 35,7-8), di greggi e di armenti (Sal 8), di pastori (Sal 23), di uccelli del cielo, della cicogna che fa il nido sui cipressi, dei leoncelli in cerca di preda, del contadino che esce al suo lavoro fino a sera (Sal 104), delle palme (Sal 92,13-15) e dei maestosi cedri del Libano (Sal 104,16).

Quando si insiste sulla necessità di dare i Salmi in mano alla gente non ci si riferisce al solo gesto materiale di consegnare il libro della liturgia delle ore, ma allo sforzo di introdurre alla comprensione del linguaggio, che in queste poesie viene utilizzato, in modo che un numero sempre maggiore di persone sia in grado di coglierne e gustarne il messaggio.

Sarà questo l’obiettivo del corso biblico di quet'anno.

 Animatore del Corso: Fernando Armellini – biblista 

Sede del Corso: CineTeatro della parrocchia di S.Giuliano, Albino (BG)

Date del Corso: 

2019

16 ottobre (mercoledì)

23 ottobre (mercoledì)

30 ottobre (mercoledì)

06 novembre (mercoledì

13 novembre (mercoledì)

20 novembre (mercoledì)

 2020:

22 gennaio (mercoledì)

29 gennaio (mercoledì)

05 febbraio (mercoledì)

12 febbraio (mercoledì)

 Orario: Dalle ore 20.30 alle ore 21.30

 Per informazioni: rivolgersi a Don Daniele (parroco di Vall’Alta)  – Tel. 035.770026